
Incontro-riflessione con Enzo Bianchi (Priore di Bose)
“E fu sera e fu mattino”. Un verso biblico e una suggestione che ben descrive lo spettacolo che sta per iniziare. Da sabato 25 settembre a domenica 3 ottobre Bari vecchia aprirà le sue porte di sera. L’arte, la musica, il teatro, la preghiera e la riflessione si uniranno nell’incanto della notte, anzi delle Notti Sacre, volute dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto in collaborazione con la Provincia di Bari, il Comune e la Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli.
Enzo Bianchi, fondatore e priore della comunità di Bose, sarà tra gli ospiti della manifestazione: lunedì 27 alle 20 in cattedrale interverrà sul tema “I laici nella Chiesa e nella società”. Se saper vivere in solitudine è il primo passo per imparare il valore della comunità, ecco l’occasione per meditare e gioire di ogni forma di pensiero e creatività.
Nove giorni, 14 luoghi, di cui 11 chiese che resteranno aperte ogni sera dalle 19 alle 23 per offrire spazio a cinque concerti, quattro spettacoli di teatro musicale, tre concetti d’organo e otto mostre, inaugurate con un tour domenica alle 19. Tra queste è anche prevista l’apertura del Museo diocesano per ammirare le pregiate pergamene degli Exultet. “Bari Porta d’Oriente” e “Cape guastate” sono gli altri due momenti di dibattito. Il 2 ottobre ci sarà poi il Rosario con la Beata Elia di San Clemente, in piazzetta San Marco, e ogni giorno dalle 19 alle 23 l’Adorazione eucaristica nella chiesa di Sant’Anna.
“Ciò che appare domina la scena – afferma l’Arcivescovo Mons. Francesco Cacucci – ma non può essere di solo scena la vita dell’uomo. Le Notti Sacre vogliono essere soprattutto questo: un momento per ritrovare la dimensione dell’essere più che dell’apparire. Una possibilità diversa per dedicare le sere di fine estate al contemplativo, all’arte, alla musica, alla riflessione ispirate dal sacro, prima di immergerci nei problemi di una crisi economica, ma anche sociale, formativa ed educativa che segna il quotidiano delle nostre famiglie”.
Intervista a Don ANTONIO PARISI
Da anni don Antonio Parisi si impegna per valorizzare la musica all’interno della Chiesa.
Sacerdote, già docente in Conservatorio e responsabile della musica sacra presso l’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana, stavolta si fa direttore artistico di un evento che porterà la cultura, in ogni sua forma, nei vicoli di Bari vecchia. Ecco come spiega le Notti Sacre.
All’improvviso. Mi son detto: ci sono notti bianche, notti jazz, notti sotto le stelle, notti musicali. Perché non organizzare una notte sacra, coinvolgendo la Diocesi in un percorso non soltanto artistico-culturale, ma anche in un cammino di fede e di preghiera? Ne ho parlato con don
Vogliamo tentare di dare, almeno per qualche serata, un contenuto alla movida che si svolge a Bari vecchia. Perché soltanto passeggio con in mano pizza e birra, e non anche momenti di riflessione, di incontro, di ascolto? Ecco, Notti Sacre vuol essere tutto questo: un modo diverso di passare le serate, cercando anche un nutrimento per lo spirito. Un camminare fra una mostra, un concerto e una preghiera.
È un punto di ritrovo per molti giovani, di Bari e dintorni. Altro motivo: a Bari vecchia ci sono tante chiese che possono offrire ospitalità per una serie di eventi artistici e nel contempo mostrare le proprie bellezze architettoniche e artistiche, sconosciute alla maggioranza dei baresi.
Ma il motivo di fondo lo ha rilevato l’Arcivescovo: riscoprire e far conoscere le radici e i valori positivi presenti nel borgo antico e creare momenti di riflessione e di incontro fra i baresi.
Le chiese come hanno accolto questa proposta?
Alla manifestazione stanno collaborando alcuni uffici di curia e le chiese di Bari vecchia sono pronte e disponibili con entusiasmo. Coinvolgeremo attraverso i mezzi di comunicazione tutte le parrocchie della Diocesi, sicuri di offrire loro momenti di riflessione e di un vero gaudio spirituale. Ringrazio anche la disponibilità dei vari artisti e dei cori che subito hanno aderito all’iniziativa.
Dal 25 settembre al 3 ottobre, dalle 19 alle 23 ci saranno una serie di mostre, concerti, incontri, dibattiti e momenti di preghiera. L’inaugurazione sarà il 25 settembre sulla scalinata della Cattedrale con un concerto per coro e orchestra. Ogni sera saranno aperte per la visita sette mostre d’arte. Avremo cinque concerti corali e tre d’organo. Due incontri-dibattito e quattro serate di teatro musicale. In sant’Anna ci sarà l’adorazione eucaristica continua e una serata pregheremo insieme nella piazzetta della casa nativa della Beata Elia.
Fratel Enzo ci aiuterà a riflettere sulla presenza dei laici nella chiesa e nella società. La sua venuta in Cattedrale è un dono grande che offre alla Chiesa di Bari. Conosciuto per i suoi tanti libri e vari interventi sui mezzi di comunicazione, a mio parere rappresenta una delle poche voci profetiche e libere presenti oggi in Italia. I suoi scritti ci aiutano ad alzare il capo verso altre mete rispetto al nostro quotidiano. Un monaco che vive di preghiera e di bellezza, così io l’ho conosciuto a Bose.
Cosa si aspetta da questi eventi?
Che i baresi possano trascorrere delle serate tranquille, immersi nell’arte, nella musica, nella bellezza, nel silenzio. Mi aspetto un recupero di una dimensione altra rispetto al tran-tran quotidiano. Sarei contento se almeno uno dei partecipanti mi dicesse: “Che bella serata, sono stato veramente contento di ciò che ho visto o ascoltato”.
La Costituzione Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II ha affermato che “l’uomo vive una vita veramente umana grazie alla cultura”. Ne sono convinto: l’arte, la musica, la poesia possono veramente educare l’uomo a essere più uomo. Possono aiutare il cammino, a volte pesante, del nostro passo quotidiano, a elevare gli occhi in alto, educare la gente al senso del bello e del gratuito. Educarci all’arte e attraverso l’arte dovrebbe essere una preoccupazione e un obiettivo di tutte le agenzie educative: famiglia, stato, chiesa. L’arte riesce a trasformare l’uomo, il cuore dell’uomo, e a parlare al suo essere più profondo.
Penso proprio di no. I tanti riscontri positivi che abbiamo già raccolto intorno all’idea ci fanno sperare di ripeterla nei prossimi anni, magari coinvolgendo anche altri paesi per far conoscere chiese e luoghi degni di essere ammirati e vissuti.
Già dal prossimo gennaio 2011 pensiamo di sederci attorno a un tavolo per una nuova programmazione.












