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MEZZOGIORNO: RAPPORTO SVIMEZ; ACLI, RISULTATO PREVEDIBILE DI UNA POLITICA FALLIMENTARE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 22 luglio 2010

Roma, 20 luglio 2010 - «Risultato prevedibile di una politica fallimentare». E’ il commento delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani ai dati diffusi oggi dal rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno, che fotografano una realtà preoccupante di arretramento economico e sociale.
Spiega Gianluca Budano, responsabile delle Acli per il Mezzogiorno: «Un Paese in cui la spesa pro capite al Sud è inferiore a quella del Centro-Nord; in cui i fondi destinati allo sviluppo del Meridione vengono sottratti per destinarli in gran misura alla tragedia dell'Aquila (come se si trattasse di un fatto locale, alla faccia del principio di solidarietà nazionale); in cui i programmi per l’utilizzo dei fondi europei (Por) hanno prodotto più problemi che benefici (si confronti il costo delle rendicontazioni obbligatorie e quello più utile dei monitoraggi sui risultati realmente raggiunti) non poteva che produrre i risultati che emergono nel rapporto. Senza dimenticare il fenomeno dell’emigrazione di cervelli da nord a sud, che aggiunge al danno di aver perso le migliori teste, la beffa di averle formate con le risorse economiche delle famiglie meridionali».
Le Acli indicano due priorità concrete d’azione, le infrastrutture e le risorse umane. «Bisogna assolutamente colmare il divario infrastrutturale – afferma Gianluca Budano - cominciando col mettere fine, ad esempio, ai lavori dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, lo scandalo simbolo del disinteresse delle istituzioni verso il bene comune». «Così come e' necessario un intervento serio e consistente per rilanciare la  formazione professionale al Sud, quale leva di sviluppo dei territori in difficoltà. Ma una formazione nuova, legata alle esigenze delle persone e alle opportunità del mercato, non semplicemente orientata ad accaparrare risorse in maniera indiscriminata, con la corresponsabilità dei Governi nazionali e regionali del passato e attuali».

 

 
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